Ballo letterario e Agorà

Ballo letterario e Agorà

Magdalena Barile, Nicola Borghesi, Marco Martinelli, Fabrice Melquiot, Paolo Nori

Il Ballo Letterario conclude insieme con spirito conviviale la seconda edizione della stagione Agorà: simbolicamente, tutti in pista artisti e pubblico, per una festa del teatro, dell’incontro e dell’arte.
Il Ballo Letterario è realizzato con il sostegno di Alliance Française di Bologna, Villa Talon e con il patrocinio del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione e Centro Tratea dell’Università di Bologna che ha tradotto dal francese all’italiano il testo composto da Fabrice Melquiot.

Un evento speciale con cinque tra gli autori e autrici significativi del teatro e della letteratura italiana e francese: Fabrice Melquiot (ideatore del Ballo letterario), Marco Martinelli autore e regista del Teatro delle Albe con Alessandro Argnani in scena, lo scrittore Paolo Nori, l’autrice teatrale e televisiva Magdalena Barile,  Nicola Borghesi, autore e regista del gruppo teatrale Kepler-452.
Una festa di parole e musiche composta espressamente per il Gran finale della stagione teatrale Agorà, un evento unico realizzato nel parco delle ex scuderie di Villa Talon con la complicità degli autori coinvolti e di Carolina Talon Sampieri.

Agli autori, che si riuniscono per la prima volta per questa occasione, è affidata una sfida: scrivere insieme nell’arco di 24 ore un’inedita storia comune, alternando parole e musiche, tra racconti e balli per uno spettacolo realizzato appositamente per l’occasione.

Con il Ballo Letterario prende corpo un esperimento di scrittura collettiva e spettacolo creato in condivisione diretta con il pubblico in un luogo speciale, il parco delle ex scuderie di Villa Talon a pochi chilometri da Bologna, eccezionalmente aperto per ospitare la serata.

La dinamica del Ballo Letterario prevede che il giorno del ballo i cinque autori si riuniscano “all’alba” e compongano insieme una lista di dieci brani musicali ed elaborino una storia comune.

Gli episodi del racconto scritto per la sera vengono suddivisi tra gli autori e poi, cronometro alla mano, ciascuno si mette all’opera.

Regole dello spettacolo:

  • testi e canzoni si alternano
  • ciascun testo deve finire con il titolo della canzone che segue.

La sera, nel meraviglioso parco delle ex scuderie di Villa Talon che fanno da scenografia allo spettacolo, gli autori, sotto i riflettori, leggono a più voci questa storia unica, scritta a dieci mani in un tempo record.
Durante le parti musicali gli spettatori saranno invitati a scendere in pista e a ballare.

Sabato 26 maggio 2018, Parco delle ex scuderie di Villa Talon, Argelato (BO)

Gli Autori

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Fabrice Melquiot

Drammaturgo della scena contemporanea francese, autore di testi per il teatro, la radio e l’infanzia.
Autore di oltre trenta testi pubblicati da L’Ecole des Loisirs e dalle Editions de l’Arche.
Nel 2008 ha ricevuto il Prix Théâtre de l’Académie Française per l’insieme della sua opera.
I suoi testi sono tradotti in diverse lingue (tedesco, spagnolo, italiano e russo) e rappresentati a livello internazionale. Dal 2012 è direttore del teatro Am Stram Gram a Ginevra.
Ideatore del Ballo Letterario promosso dalla Coopérative d’écriture.
Nel 2012 Fabrice Melquiot è a Bologna e a Forlì nell’ambito del progetto dedicato alla sua scrittura “Focus Melquiot con Anna Amadori” curato da Elena Di Gioia. Nel 2019 torna in Italia con la mise en éspace I Girasoli tratto dal suo omonimo testo, produzione Agorà e Liberty.

Magdalena Barile

Vive a Milano dove lavora come autrice teatrale e televisiva.
Collabora come dramaturg per diverse compagnie fra cui Animanera (Milano), Accademia degli Artefatti (Roma), Attodue/Murmuris (Firenze), Charioteer Theatre (Scozia). I suoi lavori includono: One Day (2010), Lait (2011), Piccoli Pezzi, poco complessi, ispirato a Le particelle elementari di M. Houellebecq (2011), Senza Famiglia (2012), Piombo (2013), Un altro Amleto (2013), La Moda e la Morte (2014), Il Migliore dei mondi possibili, ispirato al Candido di Voltaire (2015), Raffiche (2016), Il divorzio, adattamento del film Divorzio all’italiana di Pietro Germi (2016), Rosa Conchiglia, Anaïs Nin e i giorni dell’eros (2017), Cosa Beveva Janis Joplin (2018), Api Regine, commedia fantascientifica sull’eliminazione del maschio (2018).
Alcuni dei suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, catalano, svedese e russo.
Con Lait (Light Killer nella traduzione inglese) debutta al Fringe Festival di Edimburgo 2014 e va poi in scena al Piccolo Teatro di Milano.
Collabora stabilmente come autrice e sceneggiatrice con la RSI Televisione Svizzera Italiana e ha partecipato alla scrittura di diversi programmi di drama e comedy per la televisione italiana (Albero Azzurro, Camera Cafè, Bye Bye Cindarella).
È docente di Scrittura drammaturgica alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e al corso annuale della Scuola di scrittura Belleville; insegna inoltre Sceneggiatura allo IED (Istituto Europeo di Design)

Nicola Borghesi

Classe 1986, è attore, regista, drammaturgo, direttore artistico per la compagnia Kepler-452 di cui è anche fondatore. La sua indagine si focalizza soprattutto sull’invenzione di dispositivi artistici di messa in scena della realtà: realizza reportage teatrali, coinvolge non professionisti (o attori-mondo), esplora luoghi poco frequentati per raccontarli, crea e armonizza, sulla base di libere associazioni, gruppi improbabili di esseri umani. È inventore del Festival 20 30 di Bologna, che negli ultimi quattro anni si è fatto carico di raccontare in scena una generazione. Realizza, insieme a Kepler-452, Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso prodotto da ERT-Emilia Romagna Teatro e vincitore del Premio Rete Critica 2018 come miglior spettacolo, F.- Perdere le cose e i progetti di teatro partecipato La rivoluzione è facile se sai con chi farla e con la stagione Agorà, i progetti Comizi d’amore#adolescenti, La grande età, Lapsus Urbano // Resistenza. È diplomato presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine ed ha frequentato l’Ecole des Maitres. I suoi spettacoli sono stati prodotti da ERT-Emilia Romagna Teatro, Ravenna Festival, Accademia Perduta, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Rai Radio3, Trasparenze Festival, Agorà.

Marco Martinelli

Autore, drammaturgo e regista, è fondatore del Teatro delle Albe (1983 con Ermanna Montanari, Marcella Nonni, Luigi Dadina). Ha firmato oltre cinquanta regie e i suoi testi sono stati tradotti, pubblicati e messi in scena in Francia, Belgio, Germania, Romania, Stati Uniti, Cile e Brasile. Uno dei suoi ultimi lavori Rumore di acque oltre all’importante patrocinio di Amnesty International ha seguito diversi itinerari internazionali in Germania, in Francia (Ring Festival, Nancy, festival actOral- Marseille, humaintrophumain/CDN-Montpellier con nuovi allestimenti in partenariato con il progetto Face à Face) in Belgio e negli Stati Uniti. Tra i premi e riconoscimenti ottenuti: Premio “Drammaturgia In/Finita” (1995); Premio Ubu (1997, 2007, 2012, 2013) come drammaturgo, regista e pedagogo; Premio Hystrio (1999); Golden Laurel del Festival internazionale Mess di Sarajevo (2003); Premio alla carriera del festival internazionale tunisino Journées théâtrales de Carthage (2009), Premio Franco Enriquez 2015, come miglior regista di impegno sociale e civile”.

Paolo Nori

è nato a Parma, abita a Casalecchio di Reno e ha scritto un mucchio di libri, tra romanzi, fiabe e discorsi. Gli piace leggere ad alta voce, raccontare varie cose sul suo blog (www.paolonori.it), su alcuni giornali e qualche volta in televisione. Con Marcos y Marcos, tra i titoli, ha pubblicato: Si chiama Francesca, questo romanzo, Grandi ustionati, Siamo buoni se siamo buoni, La piccola Battaglia portatile, Tre matti di Gogol’, Dostoevskij, Tolstoj. È curatore de Il Repertorio dei matti di oltre dieci città in Italia. Tra i suoi romanzi, Le cose non sono le cose (Fernandel, 1999), Bassotuba non c’è (DeriveApprodi, 1999), Pancetta (Feltrinelli, 2004), Pubblici discorsi (Quodlibet, 2008), La Svizzera (Il Saggiatore, 2013), Le parole senza le cose (Laterza, 2016), La grande Russia portatile (Salani Editore, 2018). Ha tradotto e curato l’antologia degli scritti di Daniil Charms Disastri (Marcos y Marcos), l’edizione dei classici di Feltrinelli di Un eroe dei nostri tempi di Lermontov, le Umili prose di Puškin, Le anime morte di Gogol, il capolavoro di Ivan Turgenev Padri e Figli e il romanzo Oblomov di Ivan Gončarov; ha infine tradotto e pubblicato nel 2010, per le Edizioni Voland il romanzo postumo di Lev Tolstoj, Chadži-Murat e dello stesso autore anche La morte di Ivan Il’ič per Feltrinelli. Nel 2014 ha tradotto per Quodlibet Mosca-Petuskì. Poema ferroviario di Venedikt Vasil’evič Erofeev.