Shakespeare. Delle Storie

Shakespeare. Delle Storie

Nell’ambito della stagione teatrale Agorà prende vita Shakespeare. Delle storie, una particolare rassegna di spettacoli, incontri, laboratori dedicata a William Shakespeare in occasione del 400° anniversario della scomparsa dell’autore con artisti protagonisti della scena contemporanea: Oscar De Summa (Riccardo III e le regine), Le Belle Bandiere (Macbeth Duo), Punta Corsara (Hamlet Travestie) e Teatrino Giullare (Cercando Romeo e Giulietta). La rassegna attraversa i teatri, biblioteche e luoghi dell’Unione Reno Galliera, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna.

OSCAR DE SUMMA
Riccardo III e le regine

da William Shakespeare
ideazione e regia Oscar De Summa
con Oscar De Summa
e con Isabella Carloni, Silvia Gallerano, Marco Manfredi, Marina Occhionero
produzione La Corte Ospitale
in collaborazione con Armunia Centro di Residenze Artistiche Castiglioncello
ANTEPRIMA NAZIONALE

Riccardo III e le regine mette in scena il potere nelle sue diverse forme: Riccardo III è un dominatore.
Il suo potere non risiede tanto nella forza fisica quanto nelle capacità oratorie che affascinano e influenzano. Nella scalata per raggiungere il trono, Riccardo III si serve di tutti gli strumenti dell’ambizione, utilizzando la potenza del segreto, l’arte della dissimulazione, il potere della negazione.
Riccardo al centro, su un trono, enorme e intorno a lui, nel tentativo di relazionarsi senza rimanere avvelenate, le regine.
Nonostante coloro che egli manipola siano consapevoli della sua brama di potere e del suo carattere, non riescono a fare a meno di farsi ammaliare dalle sue abilità persuasive, anche e soprattutto le donne. Come mai? Anche la deformità fisica di Riccardo contribuisce alla sua ascesa al potere. Essa non è avvertita come una debolezza, viene sfruttata invece come elemento che rafforza il carattere di eccezionalità, grandezza, alterità del personaggio. In questo senso il contraddistinguersi dagli altri diventa il punto di partenza per “elevarsi” rispetto agli altri e quindi aspirare al potere.

Sabato 22 ottobre 2016, Teatro Alice Zeppilli, Pieve di Cento (BO)

LE BELLE BANDIERE
Macbeth Duo

La vita è un’ombra – una lettura in musica
elaborazione drammaturgica, regia e interpretazione Elena Bucci e Marco Sgrosso
luci Gianluca Bergamini
suono Raffaele Bassetti, Franco Naddei
assistente all’allestimento Nicoletta Fabbri
un progetto Le Belle Bandiere
con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi

A distanza di dieci anni dal nostro allestimento di Macbeth, che ricordiamo come uno dei nostri più fortunati e intensi, torniamo in duo a leggere questo testo, la cui magistrale poesia indaga da dove nascano ambizione, lotta per il potere, assassinio, amore malato e paura. Inauguriamo così il progetto ‘Intorno a Macbeth’, che prevede diversi appuntamenti nei quali il testo viene riletto in spazi e modi diversi, da due o più attori, valorizzando di volta in volta molteplici punti di vista, intrecciando parola, musica, azione.

Come in ogni momento di passaggio, quando si sentono mondi nascere e altri naufragare, sentiamo la necessità di ritrovare le parole di un grande autore che ha saputo accogliere nella sua opera echi che provenivano dalle più antiche memorie, lasciando alla poesia il compito di decantare la storia e trasmettere al futuro riflessioni ed emozioni.

Il mondo evocato dal Macbeth, pervaso da presagi sinistri e da improvvisi squarci di speranza, ci induce a riflettere su quanto sia affascinante e pericolosa l’ambizione al potere che sacrifica amore, fedeltà, amicizia per inseguire un traguardo che porta vicino alla follia. In questo presente, dove si moltiplicano esempi simili, impariamo di nuovo a fare silenzio per ascoltare, comprendere e fare risuonare la lingua sapiente di Shakespeare.

Sabato 12 novembre 2016, Teatro Biagi D’Antona, Castel Maggiore (BO)

PUNTA CORSARA/369GRADI
Hamlet Travestie

da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare
di Emanuele Valenti e Gianni Vastarella
con Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Vincenzo Nemolato, Valeria Pollice, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella
regia e spazio scenico Emanuele Valenti
aiuto regia Gianni Vastarella
dramaturg e organizzazione Marina Dammacco

A partire dalla suggestione di Hamlet Travestie, riscrittura burlesque settecentesca di John Poole, passando per Don Fausto di Antonio Petito, Punta Corsara immagina una famiglia napoletana a noi contemporanea, i Barilotto, in un quadro di sopravvivenza quotidiana: il lavoro, la casa, i debiti, i figli. Ognuno vincolato al legame con l’altro, in una stasi violenta in nome dell’unità. Dissociato, se ne sta Amleto, il figlio senza padre, ad alimentare un conflitto di dubbi e paure. Intorno a lui, la vicenda shakespeariana diventa il canovaccio di un’improbabile tragedia redentiva, una fallimentare distribuzione di ruoli e di pesi, in una famiglia fuori di sesto.

Punta Corsara – fenomeno unico nel teatro italiano, passato in pochi anni dai primi passi nei corsi di Scampia a un trascinante professionismo – col magnifico Hamlet travestie: intrecciando Shakespeare con Petito, ne ha ricavato un’acre farsa nera… L’incalzante regia di Emanuele Valenti tratteggia una serie di grottesche figurette vividamente stagliate contro il vuoto del fondale scuro. Fra gag irresistibili e sentori di camorra, alla fine un delitto ci scappa sul serio. Renato Palazzi, Il Sole 24ore

Venerdì 18 novembre 2016, Teatro La Casa del Popolo, Castello d’Argile (BO)

 

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L’orizzonte dipinto (1941)

di Guido Salvini (1941, 84’)

Un film che racchiude molte gemme: prima fra tutte il fatto che la pellicola è stata riscoperta grazie alle ricerche svolte da Gerardo Guccini e Michele Canosa del Dipartimento delle Arti – Università di Bologna. Il pubblico avrà l’occasione di scoprire in questo film, girato a Cinecittà nell’estate del 1940, un cast spettacolare, il fior fiore del palcoscenico italiano degli anni ‘30 con i più grandi attori e attrici di fine ‘800-inizio ‘900 e giovani all’inizio di una successiva brillante carriera. Tra gli altri: Ermete Zacconi, Paolo Stoppa, Renzo Ricci, Memo Benassi, Cesco Baseggio, Armando Falconi, Irma Gramatica, Arnoldo Foà, Valentina Cortese, qui al suo debutto cinematografico.

La trama narra le vicende, tra speranze, illusioni e delusioni, di una giovane con il sogno della recitazione nella prosa teatrale. Dopo vari tentativi arriva a Milano e sarà scritturata da una importante compagnia della città. Echi del teatro e, tra le voci che giungono da una messa in scena, Romeo e Giulietta…

È commovente che il primo film italiano sul teatro, dove si narra pianamente al pubblico quelli che sono il tormento, la fatica, l’angoscia dell’attore di prosa, sia stato diretto da Guido Salvini, figlio della più pura e della più alta tradizione teatrale italiana. Solo per lui attori come Zacconi, Ricci, Benassi e la Gramatica avrebbero consentito ad apparire, raffinatissime gemme, non come protagonisti ma nella figura del vecchio attore, del grande attore moderno, del burattinaio o dell’attrice anziana della Compagnia della Chimera. Recensione in ‘Film’ dell’8 marzo 1941

Giovedì 11 dicembre 2016, Cinema Don Bosco, Castello d’Argile (BO)

TEATRINO GIULLARE
Cercando Romeo e Giulietta

da William Shakespeare
traduzione Silvia Bigliazzi
interpretazione e direzione Teatrino Giullare
produzione Teatrino Giullare

Un disegno preparatorio per l’allestimento di Romeo e Giulietta basato per la prima volta in italia sul testo del Primo In-Quarto (Q1) pubblicato a Londra nel 1597.
Esistono infatti sostanzialmente due versioni di Romeo e Giulietta: quella che i filologi chiamano Q2 ovvero la versione comunemente conosciuta, stampata e messa in scena; e una versione antecedente “Q1”, normalmente trascurata, ma che, secondo recenti studi, è presumibilmente quella che andò in scena ai tempi di Shakespeare, allestita dalla sua stessa compagnia.
Una tragedia di contrasti e di emozioni; un racconto di attese, di solitudini, di fiori e desideri che nell’arco di pochi giorni fanno nascere e morire la storia d’amore più famosa di tutti i tempi. Romeo e Giulietta sono il sogno d’amore, i sentimenti puri uccisi dai compromessi sociali del mondo degli adulti in un tempo scandito dal ritmo incalzante del battito del cuore con un sempre più veloce alternarsi di giorni e notti che giocano con la luce, con le stelle, con la luna e con il sole.

Venerdì 2 dicembre 2016, Teatro Comunale di Argelato (BO)