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AGORÀ

Atlante linguistico della Pangea

Sotterraneo

Sabato 14 dicembre 2024 ore 21
Teatro Alice Zeppilli
Piazza A. Costa, 17
Pieve di Cento (BO)

concept e regia Sotterraneo
in scena Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati, Giulio Santolini
scrittura Daniele Villa
luci Marco Santambrogio
costumi Eleonora Terzi, Laura Dondoli
sound design Mattia Tuliozi
elementi scenici a cura del Laboratorio di Emilia Romagna Teatro Fondazione
macchinista costruttore Sergio Puzzo
grafica Lorenzo Guagni, Jacopo Jenna
responsabile produzione Eleonora Cavallo
produzione Sotterraneo
contributo ERT – Emilia Romagna Teatro, Fondazione CR Firenze
sostegno Regione Toscana, Mibac
residenze artistiche Centrale Fies_art work space, La Corte Ospitale, Elsinor/Teatro Cantiere Florida, Laboratorio Nove, Associazione Teatrale Pistoiese
Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory, è artista associato al Piccolo Teatro di Milano ed è residente presso Associazione Teatrale Pistoiese

Nel mondo esistono parole intraducibili, concetti complessi raccolti in vocaboli unici che non esistono in altri idiomi: in lingua inuktitut, la parola iktsuarpok significa “il senso di aspettativa che ti spinge ad affacciarti ripetutamente alla porta per vedere se qualcuno sta arrivando”; in giapponese tsundoku significa “impilare un libro appena comprato insieme agli altri libri che prima o poi leggerai”; in bantu la parola ubuntu significa “posso essere una persona solo attraverso gli altri e con gli altri”. Sotterraneo ha selezionato decine di questi vocaboli – universali e culturospecifici al tempo stesso – e ha dialogato online con altrettanti parlanti madrelingua sul significato e l’uso di queste parole nella cultura di provenienza. Queste brevi “lezioni di intraducibilità” sono divenute la traccia per uno spettacolo che mette in scena le parole stesse, trasformando un piccolo dizionario in una sorta di drammaturgia atipica. Questa Pangea linguistica è nata nel pieno della pandemia e tutt’oggi i performer in scena adottano alcune limitazioni Covid per conservare traccia del momento storico in cui abbiamo sviluppato questa riflessione sulle relazioni umane e l’incomunicabilità. 

Lo spettacolo è presentato in collaborazione con il (piccolo) FESTIVAL DELLA DIVULGAZIONE 2025.