PER UN’EDUCAZIONE DELLA FRONTIERA
Venire al mondo o crescere nel fragile equilibrio del confine e del movimento, imparare le lingue del cammino, abituarsi a cavarsela, assimilando una grammatica che è fuga, sopravvivenza e paura, sta plasmando una generazione figlia di un’esperienza unica, di cui ignoriamo sia i traumi di lungo periodo che le potenzialità. Seguendo le rotte balcaniche, lo spettacolo esplora il futuro di un’Europa che si sta ridefinendo attraverso l’esperienza di queste generazioni di frontiera. Nel 2024, la compagnia teatrale Fieno di Chio, il giornalista Christian Elia e la documentarista Cecilia Fasciani hanno intrapreso una ricerca sul campo percorrendo i luoghi simbolo delle rotte migratorie via terra, che dal 2015 segnano il volto dell’Europa orientale. Durante quattro lunghe tappe, la squadra ha raccolto testimonianze e storie. Ha osservato tecniche di repressione, ha esplorato luoghi in cui bambini e adulti in transito vengono resi invisibili. Il materiale raccolto unito all’archivio di un decennio di rotta balcanica ha dato vita a una drammaturgia visiva, verbale e sonora che intreccia teatro, giornalismo narrativo, cinema documentario.
